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nov 01

LA SAGRA DELLA “VASTEDDA” A TORRETTA

 

La festa dell’ Immacolata Concezione a Torretta ha scaturito la sagra della “vastedda“.

Il paesino dell’entroterra palermitano, arroccato alle pendici del monte Canalicchi a circa 330 m.l.m, dista da Palermo soltanto 18 Km e si può facilmente raggiungere sia dall’autostrada Palermo-Mazara uscendo allo svincolo di Capaci o per Bellolampo per la provinciale verso Montelepre da quest’ultima .

Il panorama è eccezionale, dove la natura rocciosa e arida del territorio si apre alla vista verso il mare dove si può ammirare l’isoletta di Isola delle Femmine, una sorta di “balcone nel vuoto”.

La cittadina di Torretta sin dalle origini è stata sempre un attivissimo centro di devozione mariana, tanto da guadagnarsi il bel titolo, che ancora oggi le viene attribuito, di “Badia della Madonna”.

Le prime sei chiese, fondate nel territorio della Baronia di Torretta, furono tutte dedicate alla Madonna; la primitiva chiesa parrocchiale fu dedicata a S. Maria Maggiore, ad Nives, e secondo la tradizione, da Papa Clemente XI fu decorata delle insegne pontificie (Somme Chiavi e Tiara sullo stemma del nome di Maria, sotto il quale sta il Cuore immacolato della Vergine, trafitto da una triplice spada).

Il culto dell’Immacolata è profondamente radicato a Torretta dove ogni anno in una cappella di questa piccola chiesa si svolge la novena in onore della Madonna, al termine della quale il prezioso simulacro è trasferito nel Santuario della Madonna delle Grazie dove viene celebrata in forma solenne la festività dell’8 Dicembre.

Paese prettamente agricolo, è dedito alla pastorizia che dal latte produce quei prodotti come la tradizionale ricotta e il caciocavallo di ricavare discreti guadagni.

Feudo dei Principi di Lampedusa diede i natali al Cardinale Giuseppe Tomasi divenuto Santo dove nella matrice sono conservati un reliquario metallico che contiene il braccio destro, e una teca contiene l’ermellino cardinalizio del santificato.

Particolare importanza ha assunto da diversi anni questa manifestazione che richiama la mattina dell’otto dicembre a Torretta un folto numero di visitatori e concittadini che debbono proprio a loro la nascita di tale tradizione.

La consuetudine vuole che non solo si onori la Vergine Immacolata con la visita al suo Santuario sito nella parte alta del centro storico del paese, dedicato alla Madonna delle Grazie del XVII secolo, ma si viene a gustare dopo il rito sacro a “vastedda”.

Difatti dopo subito la benedizione di quest’ultime, ha inizio la sagra che avrà la durata di tutta la mattinata dove si potrà gustare questo tradizionale pane “cunsato” accompagnato da profluvi di vino.

La vastedda, una morbida focaccia di pane che solitamente preparano i fornai locali e che si sono tramandati da padre in figlio questa consuetudine.

Ma la sua prerogativa sta nel fatto che in questo giorno si ripristina un’antica usanza dove i fidanzati del paese regalavano di buon mattino per il giorno dell’Immacolata la “vastedda” alla propria “zita” compreso a tutto il “parintatu”.

Deposte in cesti di vimini, foderate con tovaglie ricamate, usavano condire questa con il migliore olio dei propri campi, sale, pepe, sarde salate, ricotta e formaggio e, una volta degustata lasciava in bocca quel sapore di genuino, che la “zita” riteneva considerevole a capire l’importanza dell’amore che gli veniva riconosciuto dallo “zito”.

I forni, a lavoro sin dalle prima ore della notte per non mancare all’appuntamento e per fornire le vastedde calde fin dalle prime ore dell’alba.

Da questi forni, nel passato si diffondeva per le viuzze del paese contadino, “l’abbanniu”, come un’antica cantilena, che così diceva: “cavuri, cavuri e va cuonza”, essa penetrava i muri delle modeste case contadine e svegliava quanti dovevano prepararsi ad affrontare una giornata di sana fatica nei campi.

Era questa la loro colazione e pranzo, avvolta in una “mappina” colorata si custodiva all’interno di una bisaccia per essere mangiata nei momenti di riposo.

Torretta in questo gioioso giorno si sveglia con il suono mattutino delle campane del Santuario, in un clima di festa, dove fede, tradizione e folklore si compongono con i sapori della nostra terra.

La manifestazione della sagra che da diverso tempo si svolge nella centralissima via Roma, è nata con lo scopo di far conoscere i prodotti locali di questo grazioso paese. Ai piedi del Santuario, sotto lo sguardo dell’artistico simulacro di Maria SS. Immacolata, esposto sul sagrato, vengono organizzati gli stand che per tutta la mattinata distribuiranno questo tradizionale “pane cunsato” frutto della del lavoro umano e dono inconfondibile alla “vergine”.

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